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06 DIC - TWO DOLLAR GUITAR (USA)
Acid Folk Rock , Smells Like Records

Tim Foljahn arriva a Hoboken nel 1992, dopo anni di vagabondaggio tra Albuquerque, New Orleans, San Francisco, Seattle, Chicago. Dal suo incontro con Steve Shelley, batterista dei Sonic Youth, nascono i Two Dollar Guitar.

I Two Dollar Guitar sono essenzialmente il frutto della scrittura personale di Foljahn, l'esorcizzazione dei suoi fantasmi interiori, la materializzazione di sogni, istantanee e ricordi - veri o inventati, poco importa - che hanno attraversato la sua esistenza nomade. Ballate che fanno rivivere certi luoghi eterni dell'America: colme di soulness, oscure e cupe, appaiono come una serie di spiritual rockeggianti ma profondamente attaccati alle più classiche radici americane; un'ipotetica mediazione tra Nick Cave, Leonard Cohen, Lee Hazelwood, Scott Walker, Townes Van Zandt e Warren Zevon.

I 5 dischi in studio finora realizzati - usciti per l'etichetta dello stesso Shelley, quella Smells Like Records su cui hanno pubblicato artisti del calibro di Blonde Redhead e Cat Power - hanno visto avvicendarsi numerosi musicisti e collaboratori (Nels Cline e Carla Bozulich, Thurston Moore, Cat Power). Da qualche tempo la line-up dei Two Dollar Guitar, nelle loro esibizioni live, si è assestata sul trio composto dai citati Foljahn (chitarra, voce) e Shelley (batteria) più il talentuoso Chris Brokaw (chitarra, già in New Year, Come e Codeine). Ed è con questa formazione che il gruppo girerà in lungo e in largo l'Italia (dal 26 novembre al 7 dicembre), presentando i brani tratti dal nuovo (e già acclamato dalla critica) /The Wear and Tear of Fear: Lover's Discorse, prodotto da Shelley e mixato da Fred Smith dei Television.

Discografia dei Two Dollar Guitar:
Let Me Bring You Down (Smells Like Records 1996)
Burned and Buried (Smells Like Records 1997)
Train Songs (Smells Like Records 1998)
Weak Beats and Lame-Ass Rhymes (Smells Like Records 2000)
The Wear and Tear of Fear: A Lover's Discourse (Smells Like Records 2006)

Hanno detto di "The Wear and Tear of Fear: A Lover's Discorse":

"...con loro entriamo negli impalpabili reami di una roots music visionaria e progressiva. Tim Foljahn è il deus ex machina di questa delicata creatura, che riesce a combinare le strutture del classico country rock con un appeal psichedelico quasi kraut. Non si può non rimanere dolcemente spiazzati anche da questa nuova raccolta. Brani come Cascade o Wild Night, in cui l'ispirazione vaga in posti impossibili, a metà tra Hank Williams e gli Amon Duul (ma c'è anche lo spettro di Syd Barrett)... Mi fermo, e ci starò, credo, ancora per un pezzo, sul paesaggio magico di The Wear and Tear of Fear, inarrivabile folk dalle delicate movenze" (7)
Claudio Sorge, Rumore, Ottobre '06

"Un disco molto intimo che allarga la propria musica sostanzialmente country-folk con umori misteriosi e vagamente doomy (The Wild Night potrebbe appartenere a Scott Walzer) che se fanno il paio con la classica ispirazione 'desertica' di Foljahn danno vita a piccoli capolavori d'introspezione psicologica... Canzoni diradate e desolate, spesso bellissime... Il classico album destinato a diventare un autentico culto..." (7/8)
S.I. Bianchi, Blow Up, Settembre '06

"...un songwriting dolente che guarda dritto alla scuola d'outsider per eccellenza come Tim Hardin, Tim Buckley (The Wild Night, la title track), Johnny Cash (Lying And Cheating) e discepoli come Smog e Mark Lanegan (4' O Clock e Swamp Girl, che rievoca anche Springsteen con la spina staccata). Il lavoro sulle atmosfere è notevole... qualche drone ben piazzato... alcuni effetti dal vago retrogusto kraut... altrove il suono si dilata tanto da ricordare gli ultimi Talk Talk (Wide Load, pure vicina a certi mantra Richard Youngs), mentre completano il quadro un paio di strumentali posti a inizio e fine scaletta, memori di certe reiterazioni ambientali di Eno. Una conferma e una sorpresa insieme" ( 7.1/10)
Antonio Puglia, Sentire & Ascoltare

"His songs are just as poetic and mournful; each one finds the singer laying out his faults for the world to see, and then asking where he went wrong"
The Stranger

"Two Dollar Guitar have gradually built tidal waves of gorgeous, plaintive indie rock that relentlessly crest and crash on the shores of introspection. A more unfathomable force of nature you will not find"
Weekly Alibi

 


nel web:
TWO DOLLAR GUITAR (USA)
www.myspace.com/twodollarguitar

+ CHRIS BROKAW (USA)
www.chrisbrokaw.com

+ CAMERA237 (ITA)
www.camera237.com

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